Futuro da bere attraverso una ‘stampante molecolare’ che ricrea le nostre bevande preferite


Come si comportano, o meglio, si adattano i bar nella nuova era sempre più futuristica ed avanguardistica?

Nei bar di tendenza esistono già i “Draft Cocktails”, mix già pronti  che si spillano come una birra, in arrivo da Oltreoceano, ma già affermati anche in Italia, abbiamo drinks già pronti e imbottigliati che si stanno facendo strada. Spesso si ispirano agli anni del Proibizionismo, e vengono serviti in piccole bottiglie con l’etichetta del locale e la ricetta (No, non fa ridere… Pensate al colosso degli spirits DIAGEO che ha investito 80 milioni per i ready to drink). Mentre dalla Grande Mela arrivano i cocktails filtrati al burro o al bacon, che utilizzano distillati affumicati o all’acqua di burro. Insomma, ho già detto abbastanza!

E proprio in questo clima di tendenze ed evoluzioni, arriva CANA:  un perfetto esempio di tecnologia e innovazione tutta da bere.
Dopo anni di progettazione ed esperimenti nasce CANA, l’unico in grado di “stampare” bevande di ogni genere, dalla birra ai soft drink, vino, caffè e succhi di frutta. Insomma, una vera e propria “stampante molecolare” in grado di riprodurre quelli che qualcuno ha definito veri e propri netflix da bere. Ma di cosa stiamo parlando esattamente? Concettualmente fa un po’ paura (a me anche concretamente) eppure il meccanismo che ha generato questo marchingegno del “bere fai da te” è davvero molto semplice. Basti pensare che la maggior parte delle bevande è composta principalmente da acqua, con solo dall’1% al 15% che contribuisce a caratterizzarne il sapore (ovviamente generalizzando per comodità) ed ecco come nasce il concept CANA FAI DA TE, volutamente progettata per regalare a chiunque la possibilità di ricreare e godere del drink preferito direttamente a casa propria.

Signori il mio sipario sta per calare…

Nulla togliendo alle meravigliose scoperte tecnologiche in cucina, in campo sanitario e chi più ne ha più ne metta, mi permetto di dire la mia: “Lasciate al bar quel che è del bar!” Dico questo perché da sempre la mia idea di buon bere non rimane confinata alla bevuta di qualità (quella mi pare già ovvia di per sé) ma si estende a tutto un mondo fatto di convivialità con il prossimo, curiosità, chiacchiere al bancone, letture e informazione. E non banalmente avere una stampante per drink (alcolici e non) che mi riproduca fedelmente l’oggetto del desiderio liquido del momento. Ma questo è un altro discorso!
Tornando a questo tripudio di scienza e marchingegni, vediamo un po’ più da vicino come funziona: Il dispositivo, contiene solo una singola cartuccia che ospita però centinaia di composti di sapore a seconda del brand. Ce ne parla direttamente l’imprenditore e ideatore David Friedberg: “Possiamo stampare un numero infinito di bevande da pochi composti aromatici principali. Sappiamo di poterlo fare in molte categorie di bevande esistenti: succhi di frutta, bibite gassate, hard seltzer, cocktail, vino, tè, caffè e birra. I test di gradimento dei consumatori hanno valutato le nostre bevande stampate come identiche o migliori rispetto alle alternative disponibili in commercio. Il nostro hardware può stampare le bevande in modo rapido e preciso, e farà risparmiare tempo e denaro.

Un amico per la vita insomma, dalle dimensioni di un tostapane che impiega un metodo definito dalle aziende “micro fluidico di erogazione dei liquidi” e che garantisce quindi una produzione decentralizzata. Tutto ciò aprirebbe le porte ad una nuova filiera senza frontiere, tenendo conto anche degli aspetti economici poiché CANA promette che la sua macchina e i suoi aromi costeranno meno delle bevande confezionate. Ci siamo quasi perché il primo modello sul mercato verrà lanciato a Febbraio del 2022.

(Voi non lanciate nulla dalla finestra mi raccomando!)


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