La distilleria Mars dà il via alla rinascita di un marchio pioniere del whisky giapponese


Voliamo in Giappone per un viaggio attraverso i luoghi che compongono la distilleria Mars e i suoi whisky, ispirati alle tecniche e le antiche tradizioni locali.

Iniziamo dal principio… Cenni storici

La distilleria Mars è figlia di un’azienda fondata nel 1872, la Hombo Shuzo, la quale vanta oltre 100
anni di esperienza nell’industria degli spirits.
Hombo, situata a sud del Giappone, iniziò con la lavorazione del cotone e la produzione di colza, per poi cimentarsi nella produzione di un distillato locale molto popolare: il Shochu – che in giapponese vuol dire “sempre verde”- un tipo molto antico di  acquavite prodotta dal mosto fermentato di riso o cereali, patate, oppure semi di sesamo e castagne.

Questa distilleria deve molto a Kiichiro Iwai, figura chiave e pioniere del whisky giapponese,  il quale si occupò della progettazione e creazione degli alambicchi per Mars nel 1960, ed avviò una produzione di alta qualità iconica del whisky giapponese.
La distilleria si fa in tre per sperimentare nuovi stili produttivi e modalità d’invecchiamento.

Mars si compone di due distillerie diverse,  Shinshu e Tsunuki, più un sito dedicato all’invecchiamento, Yakushima: Ciò ha favorito la possibilità di poter sperimentare la diversa produzione di whisky in luoghi dai climi differenti.

 

Addentriamoci nelle singole distillerie

La distilleria Shinshu è stata fondata nel 1985 ai piedi della montagna Komagatake, nel cuore delle Alpi giapponesi, a 800 metri di altitudine, in una zona dalle condizioni climatiche estreme – temperature che vanno dai 15 gradi sottozero invernali ai 33 estivi – che incidono notevolmente sugli aromi e la maturazione dei whisky.L’acqua utilizzata, purissima, proviene dalle sorgenti filtrate dalla montagna attraverso i secoli.
Fu il calo della domanda generale di whisky negli anni ’90 a costringere la distilleria a stopparne l’attività (che riprenderà nel 2011) fatta eccezione per il blending e l’imbottigliamento che non si sono mai arrestati.
fino alla riapertura nel 2011. La produzione si ferma in estate ed è per forza di cose esigua.

Tsunuki, la seconda distilleria, è stata aperta nel 2016 nel distretto di Kagoshima, luogo natale della società
Hombo Shuzo, anch’essa a sud del Giappone. In questa regione le estati sono molto calde e umide, e gli inverni
freddi. La differenza principale con Shinshu sta nel design degli alambicchi: il wash still ha una forma
a cipolla, mentre lo spirit still sale in maniera lineare; in entrambi il collo è più piccolo per diminuire
il contatto dei vapori col rame e favorire la nascita di uno spirito più pesante rispetto a quello prodotto
a Shinshu.

Una chicca per gli amanti della torba: A Tsunuki viene distillato anche orzo pesantemente torbato, a 50 ppm!

Yakushima, infine, è l’omonima isola che ospita il deposito di invecchiamento (patrimonio UNESCO dal 1993), caratterizzata da un clima caldo e tropicale molto umido. E’ proprio questo clima estremo a fornire un ambiente di invecchiamento diverso per Mars, con un angel share inevitabilmente più alto.

(ANGEL SHARE è la quantità di whisky che evapora dai barili in legno durante la maturazione)

A Yakushima l’evaporazione annua del liquido arriva fino al 9%, contro il 4% di Shinsu e il 7% di
Tsunuki.

Mars è distribuito in esclusiva per l’Italia da Fine Spirits, società di importazione e distribuzione
specializzata in spirits di qualità, tra cui brand prestigiosi come i whisky scozzesi Dalmore e Glendronach, il rum Longueteau, il gin giapponese Ki No BI, lo Sherry Valdespino, ed altre realtà di prestigio tra cui Isle of Harris, Kyrö, Transcontinental Rum, e l’innovativa distilleria italiana Winestillery.

Adesso andiamo ai prodotti (si beva!)

Tra i whisky di Mars ci sono blended Kasei e Cosmo.

Io nello specifico ho qui con me il primo dei due, il Mars Kasei, un blend che incarna perfettamente la filosofia del suo paese di origine. Morbido e rotondo, con immediate tipiche note floreali si apre al palato con generosa di frutta matura, vaniglia e agrumi.  Un eccellente whisky con cui aprirsi al mondo dei whisky giapponesi.

D’altronde si sà, i giapponesi sono noti per la loro arte e maestria nel miscelare diversi liquidi insieme, e questo blend di diversi barili vuole proprio sfondare il muro dello scetticismo riguardo il whisky nipponico per proiettarsi in un nuovo universo gustativo.

SLAINTE!


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